Alessandro Villa: Daniela, la tua storia con la musica non inizia oggi, ma ha radici profonde. Se torniamo indietro, com’è nata Enjoy Music Italia?
Daniela: È incredibile come i progetti più grandi spesso nascano dai momenti più semplici. Enjoy Music Italia è nata quasi per gioco, davanti a una pizza e una birra con due amici. Stavamo chiacchierando di quanto la musica sia capace di muovere le corde dell’anima e ci siamo chiesti perché non esistesse una vera community dove ognuno potesse mettere a disposizione le proprie competenze per chi parte da zero. Io venivo da vent’anni di gestione di un negozio di dischi a Collegno; lì ho imparato che la musica non è solo un prodotto, ma un legame con il territorio. Collaboravo con il Comune, organizzavamo concerti, ma vedevo troppi artisti bravissimi restare confinati nelle cantine. Volevo dare una voce a chi non l’aveva.
Alessandro Villa: C’è stato un momento in cui hai capito che quel “gioco” stava diventando qualcosa di estremamente serio?
Daniela: La svolta è stata l’incontro con il direttore d’orchestra Ciro Barbato a Casa Sanremo. Mi ha spalancato le porte di un mondo. Da lì abbiamo iniziato a fare sul serio, portando artisti rap torinesi sul palco e realizzando eventi di beneficenza importanti, come quello per la scuola di musica di Faenza dopo l’alluvione dell’Emilia-Romagna. Essere premiati al MEI e vedere la gratitudine di chi ha ricevuto il nostro aiuto mi ha fatto capire che la musica è una missione sociale.
Alessandro Villa: Il passaggio da “Enjoy Music Italia” a “Enjoy You” sembra quasi un invito diretto. Perché questo cambio radicale?
Daniela: Perché nel mio percorso ho capito che non basta la passione; servono le persone giuste. Ho affrontato “batoste” e persone che hanno creato più ostacoli che soluzioni. Quando ho deciso di cambiare, volevo che “Enjoy You” fosse un ponte reale: non solo artisti, ma producer, etichette indipendenti e radio web che interagiscono tra loro. L’artista deve poter scegliere il suo destino, il suo producer, la sua chance. Il mio motto è sempre stato “Divertiamoci con la musica”, ma oggi aggiungo: “Divertiamoci seriamente, perché i sogni sono una cosa sacra”





