A cura di Alessandro Villa
Teresa, in arte Tessa, è un’artista che ha trovato nella musica la sua via di salvezza. La sua storia non è solo fatta di Pop e R&B, ma di una testimonianza profonda di come la depressione e l’ansia abbiano lasciato spazio a una fede risolutiva. L’abbiamo incontrata per parlare di come il suo percorso sia diventato il centro della sua arte, dalla scelta del nome d’arte fino alla controversa esperienza sui social.
Da Teresa a Tessa: il nome d’arte nato dall’insoddisfazione
Tessa inizia raccontando come è nato il suo nome d’arte: “Diciamo che mi sembrava un po’ banale come nome d’artista il mio vero nome, anche perché in realtà non mi è mai piaciuto. Fin da piccola scherzando con mamma ho sempre detto che avrei voluto cambiare nome perché Teresa non mi piace.”
La soluzione è arrivata proprio in famiglia, cercando un nomignolo più accattivante: “Abbiamo trovato poi all’epoca Tessa, e poi da lì mi hanno sempre chiamato così.”
La passione per la musica è sempre stata viva, fin da bambina con le esibizioni davanti a parenti e cugini. Ma il passaggio alla scrittura è avvenuto in un momento di fragilità:
“Ho iniziato a scrivere su un quaderno quello che sentivo, quello che provavo, perché non sono mai stata brava in realtà a parlare con qualcuno… Ero in un periodo un po’ complicato della mia vita con la depressione e con l’ansia. Poi così con mio fratello un giorno abbiamo detto: ‘Ma facciamola diventare musica.'”
“Prega”: la svolta nata da una crisi
Il centro emotivo della sua musica ruota attorno a un episodio cruciale, avvenuto circa un anno e mezzo fa, dopo cinque anni di terapie, visite psichiatriche e psicofarmaci che non avevano portato a una soluzione.
“Circa un anno e mezzo fa stavo… ero da sola a casa e stavo facendo, diciamo, una brutta cosa, sempre inerente alla depressione. Sento una voce che mi dice: ‘Prega.’“
Non sapendo come pregare, Tessa ha cercato aiuto sui social, trovando persone cristiane a cui raccontare l’episodio. “Da quel momento ho sentito proprio la depressione che usciva fuori da me, e ho iniziato a dedicare la mia vita a Dio, al cristianesimo e a portare nei miei testi la sua parola.”
Nonostante i testi non siano immediatamente riconoscibili come “musica da chiesa,” il messaggio è chiaro: “Chi invece sa davvero ascoltare i miei brani capisce che io parlo di Dio e porto la sua parola nella mia musica. Spero di portare sempre di più avanti questo progetto, perché è bello che attraverso la musica noi possiamo esprimere e arrivare anche agli altri in questo modo.”
Il suo sound è versatile, partito dal Gospel e R&B ma che ultimamente sta virando molto di più sul Pop, adattandosi al mood del testo: “Se il mio testo, diciamo, è abbastanza triste, non riesco a farlo suonare in modo pop, diciamo così.”
Le storie vere e la fiducia in Orangle
Il progetto più intimo di Tessa, “Storie diverse,” è nato da un gruppo Telegram formato per aiutare persone che avevano bisogno di avvicinarsi alla fede: “Abbiamo iniziato a raccontarci le nostre storie.” Il brano è un raccoglitore di testimonianze reali di chi lottava con l’autolesionismo, la perdita di un figlio o malattie gravi: “Ho raccolto un po’ tutte le testimonianze e cercando di farne uscire poi una speranza da questo brano.”
Riguardo al suo rapporto con l’industria, Tessa confessa di essere stata scettica verso le etichette, nonostante fosse stata contattata anche da major importanti, a causa dei continui avvertimenti ricevuti da altri artisti. La svolta è arrivata con Orangle:
“È stato un segno anche questo da parte di Dio. Quando ho visto il profilo di Cristian Cambareri, il fondatore di Orangle, per curiosità e ho visto che anche lui portava la parola di Dio… ho detto ‘Vabbè, assurdo che ho trovato un’etichetta cristiana con un progetto cristiano’ e ho firmato subito.”
Tessa loda il team per l’organizzazione e l’attenzione ai dettagli, sottolineando che il rapporto si è trasformato in una vera amicizia con il fondatore e i produttori, un fattore fondamentale per un’artista così sensibile.
Sanremo, social e le accuse di AI
Il suo percorso sui social è iniziato da circa un anno, partendo da TikTok dove la sua fan base ha subito apprezzato le anteprime. Nonostante il successo iniziale e l’inserimento in playlist editoriali come Nuovo Pop e Anima R&B con il brano proposto a Sanremo Giovani (pur non essendo stata accettata, cosa di cui dice di essere grata per il successo ottenuto dal brano), Tessa ha affrontato il lato oscuro delle piattaforme.
“Sono stata accusata da vari artisti che la voce non fosse mia, che fosse tipo intelligenza artificiale,” rivela Tessa, confessando che l’episodio, reso pubblico qui in anteprima, l’ha ferita profondamente. “Ho mandato il pezzo a Sanremo giovani… sarebbe stato anche un po’ ridicolo presentarsi a Sanremo giovani con una voce non mia.”
Nonostante queste “accuse molto infondate” e le discussioni sfociate nel blocco da parte di alcuni colleghi, Tessa rimane fedele ai suoi principi: “Essendo cristiana non mi appartiene nemmeno discutere e fare caos e disordine.”
Progetti futuri
Nonostante l’uscita recente del brano promosso a Sanremo, Tessa ha già nuovo materiale in cantiere: “C’è in corso qualcosa… È l’unico brano mio che ascolto tanto, perché poi un’artista smette di ascoltare i propri pezzi, ma quella canzone invece mi piace e l’ascolto sempre.”
Il futuro è quindi fatto di nuovi singoli e dell’impegno costante nel portare avanti la sua testimonianza attraverso la musica.





