Andrea La Magna è un professionista a 360 gradi che ha scelto di fare della sua esperienza, anche quella dietro le quinte, il motore della sua arte. Genovese di formazione musicale e laureato in marketing, ha dovuto affrontare porte chiuse e momenti di crisi acuta, trasformando ogni ostacolo in una spinta creativa. L’abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso, dalla chitarra a 8 anni fino all’ultimo singolo, Takeaway, un brano nato da un periodo di profonda difficoltà.
La Formazione e il Percorso Ambizioso
La passione di Andrea nasce precocemente: “Incomincio, diciamo, ad avvicinarmi alla musica più o meno all’età di 8 anni, con chitarra e voce,” racconta. Un percorso che lo ha visto subito concentrato sulla composizione: “Sono sempre stato un amante dei ritornelli e mi piace sempre partire a scrivere le mie canzoni da questi ritornelli che possono pure entrare in testa.”
Nonostante la precoce vocazione (a 13 anni già si esibiva nelle scuole e tentava i primi casting, come la quarta stagione di Io Canto), Andrea ha cercato una preparazione solida: dal Liceo Musicale, dove ha studiato sassofono, solfeggio e storia della musica, alla scelta di non virare verso il Conservatorio.
“A me la musica… non mi sentivo comodo continuando un percorso che poi mi avrebbe fatto diventare come magari insegnante. Ho deciso di virare e fare studio di marketing e comunicazione perché sapersi muovere in questo ambiente è molto importante.”
Questa scelta lo porta a laurearsi nel 2021 con una tesi specialistica su “come portare un artista emergente al successo con quattro strategie di marketing”. Un approccio che si rivelerà fondamentale quando l’industria italiana gli chiuderà le porte in faccia, negandogli persino uno stage o una possibilità di tirocinio.
Dalle Metro di Barcellona al Team Creativo
“Se mi chiudono porte io cerco di entrare dalla finestra,” afferma Andrea con ambizione. Non potendo lavorare in Italia, si trasferisce a Barcellona alla fine del 2023. Lì si reinventa come manager e talent scout autoproclamato.
Senza contatti, il suo metodo è pragmatico e audace: “Fermavo i ragazzi nelle metro e ho trovato un artista ovviamente molto molto forte. Gli ho lasciato il mio biglietto da visita.” Andrea gli gestisce l’immagine, lo spinge a esibirsi e, nel giro di sei mesi, lo porta a un palco di 1000 persone, finché il ragazzo non viene firmato da un’etichetta locale.
Questa esperienza “dietro le quinte” non è stata fine a sé stessa. Lavorare come manager, fotografo e videomaker per altri (e per la sua agenzia di social media marketing focalizzata sui ristoranti, promossa attraverso il singolo Visionari), gli ha permesso di crearsi una rete di professionisti validi. “Alla fine mi ha servito per poi crearmi questa gente che io reputo valida a lavorare per il mio progetto artistico.”
Tra questi professionisti c’è Davide Santuzzi, videomaker di Piano B e regista di videoclip per Sanremo, che è diventato il regista del suo ultimo singolo, Takeaway, lavorando con un team di 15 persone.
Takeaway: La Musica Batte i Demoni
Nonostante i successi professionali e la costruzione di un team solido, Andrea ha lottato con un periodo di profonda crisi, dovuto a eventi personali molto gravi successi a Barcellona: “Purtroppo io soffro un po’ di momenti di down, un po’ di depressione abbastanza acuta.”
È in questo contesto difficile che nasce Takeaway, l’ultimo brano, uscito il 28 novembre. Il brano, che parla di relazioni tossiche e della difficoltà di uscirne, è stato scritto con il cuore, ma ha incontrato una partenza difficile.
“Takeaway è uscito il 28 di novembre ed è partito molto, molto male. Dopo 3 giorni aveva fatto su Spotify 26 stream. Qualsiasi persona si sarebbe fermata, ma io non lo faccio per i numeri, lo faccio perché veramente è una passione.”
Questa reazione da parte dell’industria lo spinge a dubitare della sua strada, ma l’ambizione e la fede nella musica restano l’unica risposta: “La musica a me mi è servita per cercare di uscire da un periodo nero.”
Andrea ammette con trasparenza di non sentirsi ancora pronto emotivamente a gestire la pressione del successo improvviso: “Quando io vado giù è difficile veramente a ritornare su.” Ma la sua filosofia è chiara: “L’ossessione batte il talento.”
“Io sono qua a dire che spero che solo il tempo mi dia la ragione… perché la musica è l’unica ragione che mi fa andare avanti.”
Infine, Andrea vuole usare la sua musica per eliminare la “macchia” di apparenza che si era creata sui social: “Nella grafica di Takeaway non ci sono manco io in copertina… vorrei un po’ levarmi questa macchia che mi ero creato negli ultimi tempi, no?”
La sua storia è un inno alla perseveranza: “La musica fatta col cuore non ha tempo. Se oggi il mio brano ha 26 stream, ma il mio brano deve portare un messaggio, il mio brano fra 5-6 anni può arrivare.” Il suo obiettivo non è il successo a breve termine, ma ritrovare il vero Andrea, il bambino di 8 anni che scriveva solo per passione.
Articolo di Alessandro Villa





