Davide Besa, artista milanese con una profonda passione per la musica a 360 gradi, si prepara a lanciare un nuovo singolo a gennaio, descritto come “un film da ascoltare”. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso, dalla spinta emotiva che lo ha portato alla scrittura fino alla sperimentazione di generi e l’importanza di un team affiatato.
Dalle Emozioni all’Osservazione del Quotidiano
La passione di Davide per la musica nasce dalla necessità: “Avevo bisogno di scrivere quello che sentivo dentro e di metterlo nero su bianco.” Quella che inizialmente era un’esigenza personale si è trasformata in qualcosa di più profondo, quasi “una droga,” spingendolo a creare brani musicali.
Un ruolo cruciale in questa spinta lo ha giocato la sua storia familiare: il padre, figura importante nell’ambito radiofonico e fondatore di Radio Deejay, lo ha da sempre immerso nel contesto musicale.
Questa spinta emotiva si riflette direttamente nei suoi brani, spesso definiti “molto personali.” Davide esprime grande soddisfazione nel vedere che gli ascoltatori si rispecchiano nei suoi testi:
“Ed essendo una roba mia personale, vedere che comunque tante persone trovano la stessa cosa che ho provato o che sto provando io, è anche un’emozione mia personale molto forte.”
Il suo processo creativo parte dall’esterno, basandosi sull’osservazione del quotidiano. Momenti, incontri e frammenti di vita reale diventano ispirazione. Racconta con ironia di un aneddoto legato a una ragazza appena conosciuta:
“Alla fine dell’uscita, lei mi aveva offerto un caffè. Io c’ero rimasto un po’ così… nell’abbracciarci e salutarci, io le ho lasciato 1 euro nella tasca. In una canzone, c’è uno special dove dico che quello che è rimasto di noi è solamente quell’euro che è il nostro [scaduto], quindi è tutto collegato, verità, ma con un po’ di romanzo e l’effetto scenico finale.”
Il Pop Evoluto e la Continua Sperimentazione
Davide Besa ha un passato di contaminazioni, spaziando dal Rap al Pop melodico, con influenze che vanno da Michael Jackson ai Sum 41. Per questo, definire il suo genere è complicato, ma la chiave è la sperimentazione:
“Non mi sono proprio focalizzato su un genere. Mi piace comunque sperimentare.”
Il suo progetto attuale si sta muovendo nell’ambito del Pop con sfumature Pop Rock e Pop Punk, pur non essendo la versione più classica di questi generi, ma un’evoluzione personale. Questa libertà stilistica è evidente anche nei progetti futuri.
“L’ultimo brano che uscirà a gennaio… il mio produttore inizia con un basso, poi inizia una parte un po’ più indie, per poi entrare nel ritornello con la classica chitarra rock. È tutto un divenire di sensazioni e di suoni.”
Nonostante non suoni alcuno strumento, Davide ama sperimentare le sonorità. Di recente ha creato una demo totalmente basata sul pianoforte – “un po’ tipo Lazza, 100 Messaggi” – che ha sorpreso tutti quelli a cui l’ha fatta ascoltare: “Mi hai dato tantissime emozioni e la cosa bella è che sono riuscito a comprenderle tutte, capito? Senza problemi.”
EP, Collaborazioni e Obiettivi Futuri
Davide ha iniziato il suo percorso lanciando singoli in autonomia, ma l’obiettivo si sta concretizzando: unire questi brani in un EP, magari con l’aggiunta di tracce inedite, un progetto che vede come molto vicino.
Le collaborazioni sono fondamentali nel suo lavoro. Se Davide crea la melodia e la struttura, il produttore ha un ruolo cruciale: “Lui ricrea come un vestito ad hoc sopra la melodia che ho creato io. Ognuno prova a mettere qualcosa del suo per creare qualcosa di unico e particolare.”
Il suo prossimo singolo, in uscita a gennaio, è il frutto di una collaborazione stretta con la sua manager Marianna (Orange Gold) e una potenziale distribuzione importante, una delle “quattro grandi” major.
“Il brano stesso è uno storytelling, un film da ascoltare. Questo mi piace molto perché secondo me, quando riesci a creare qualcosa dove non solo c’è la musica, ma c’è anche tutta una storia da ascoltare che puoi immaginare e magari anche rivederti dentro, io impazzisco con queste cose qua.”
Tra i successi già raggiunti, Davide ricorda un suo primo mixtape (Pop Melodico) che gli ha permesso di riempire un locale a Milano con 200 persone, un traguardo inaspettato per un progetto free download. Ha anche fatto parte di collaborazioni che sono entrate nelle playlist pop di Spotify. L’esperienza sui palchi c’è stata, ma il Covid, confessa, ha distrutto gran parte del lavoro di consolidamento per gli artisti emergenti: “Abbiamo dovuto praticamente ricominciare da zero.”
L’intervista si chiude con l’impegno di Davide a continuare su questa strada di passione e sperimentazione, fiducioso che la musica autentica, seppur complessa, trovi sempre la sua strada.
Articolo di Alessandro Villa





